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ALDO RISO

 

 

 

 

Aldo Riso (Santa Maria di Leuca 24 -08 – 1927 Roma 23- 02 – 2008)
è uno degli artisti Italiani più conosciuti e presenti su tutto il territorio Nazionale. Di lui si sono occupati numerosi quotidiani e pubblicazioni artistiche specializzate, e le sue opere sono presenti in moltissime collezioni pubbliche e private. Dal 1956, oltre ad aver presentato numerose personali in tutte le più importanti città Italiane, ha esposto anche a :
Colonia, Berlino, Vienna, Parigi, Philadelphia, Belgrado, Atene, Barcellona, Madrid, Montreal, Toronto, New York, Mexico City, Buenos Aires, Asuncion e in Sud Africa. Nei primi anni 70 venne invitato a realizzare un opera murale nell’Isola di Ustica. Da allora rimase legato per la vita a questa splendida isola ed alla sua gente.

Aldo Riso è uno tra i più significativi cultori, non soltanto italiani, della pittura ad acquerello. Tecnica complessa quasi impossibile a correggere e modificare, che presume mano leggera e fermezza di tratto: paesaggi, nudi, interni, secondo un gusto che si compone insieme di geometria e poesia. Nato a Santa Maria di Leuca, dalle tradizioni d’arte e costume della civiltà araba pugliese, Riso ha conservato il senso candido abbacinante purissimo, ottenuto, sui muri delle case, da infinite “mani” di calce alle pareti (nel tempo sovrapposte a mò di sottili spoglie in maniera che l’effetto è una chiarità inconfonibile a riflessi brillanti). I bianchi dell’artista sono ottenuti lasciando inalterate le zone di carta, delineate da velature tonali sapienti, che creano visioni e forme, con note misurate, armoniose, in un ritmo musicale suggestivo, poetico.
Una pittura chiara, intensa, solare: ove i paesaggi sono inondati dalla luce, che solo l’acquerello può rendere nelle sue tipiche trasparenze. Case, barche ed alberi respirano rarefatti e sospesi sotto il cielo, alito di certe estasi del mare, implacabili e cristalline. Anche le ombre sembrano riarse: velature leggere che danno vita a verdi, grigi ed azzurri temi.
I paesi d’Italia, i colori della sua terra la Puglia, le forme corpose dei paesaggi calabri, le acque limpide dell’isola di Ustica ove si ritira nella sua villa a lavorare, i pescatori di Sicilia, le donne di Bagnara. Riso è un pittore della gioia, un cantore del Sud che ricrea lo spirito vivo ansante a contatto con una natura fatta di bianco e di luce.

 

“Parlare del sud è come parlare dell’intimo del nostro paese del nostro più profondo essere che Aldo Riso pittore sensibile riesce a ritornarci come era,come vorrebbe fosse,come poeticamente riesce a darci.”
Renato Guttuso

“L’acquerello di Aldo Riso è la parte più romantica e sensibile della pittura. Con Aldo Riso acquista una forza nuova, la luce. Ne italiana ne greca solo mediterranea.”
Pablo Picasso

“Le opere di Aldo Riso hanno un movimento,una luminosità tutta particolare.Case,strade,marine,tutto è accecato da una luce abbacinante di un sud lontano,più un ricordo che paesaggio vissuto. Un fondale languido e romantico per una vita fatta di tragedia sotto il dominio di un vuoto progresso materiale che l’artista combatte.”
Roberto Rossellini

“La pittura di Aldo Riso è limpida e luminosa impostata su una interpretazione moderna del paesaggio.trae la sua originalità dal segno robusto e sobrio dalla modesta tavolozza per approdare a risultati altamente poetici.Da questa chiara espressione pittorica ritorna a noi la Puglia più sentita,più ricordata,più amata.”
Salvatore Quasimodo

“Con Aldo Riso una paesaggistica nuova,solare,che minuziosamente risale ai cantori del macchiaiolo maremmano,con una nota nuova che bene Picasso ha rilevato:la luce.”
Giorgio De Chirico

“Amo la pittura e rifuggo dai sortilegi di un certo modernismo che mi infastidisce pur ammirando certuni che esprimono i sentimenti attraverso un approfondimento della realtà sino a negarla, ma sono trasportato quando riconosco il vero e posso attraverso una nitida espressione toccare l’animo della interpretazione artistica come mi avviene sempre con Aldo Riso luminoso, umano, semplice e cosi più vicino al bello, al puro senza enfasi ne macchinismi di mode.”
Antonio De Curtis (Totò)